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AVVIATI I LAVORI DI RESTAURO DELLA TOMBA DI ULRICHS. Dongiovanni (Arcigay): -Dedichiamo questa vittoria ai giovani LGBT aquilani-.

16 Giu

Karl_Heinrich_Ulrichs_(from_Kennedy)Sono stati avviati ieri presso il cimitero monumentale cittadino, i lavori di restauro della lapide del giurista, poeta e scrittore omosessuale prussiano Karl Heinrich Ulrichs.

Ulrichs è considerato mondialmente l’antesignano dell’attivismo LGBT, nonché il “padre” del Movimento gay e morì in esilio a L’Aquila nel 1895, sotto la protezione del Marchese Nicolò Persichetti, con cui condivideva la passione per il latino. Solo sul finire degli anni ’80 la sua tomba venne rinvenuta da Massimo Consoli, altro nome illustre del movimento gay italiano.

L’intervento di restauro, fortemente voluto dall’Arcigay M. Consoli dell’Aquila, è stato IMG_20170616_1444232realizzato in via del tutto volontaria da cinque studentesse, dallo scalpellino e scultore Matteo Cavaioni e dalla restauratrice Sabrina Piantavigna, due insegnanti del Corso per Tecnico del restauro di beni culturali erogato dall’Istituto Salesiano “San Zeno” di Verona, finanziato grazie ai fondi della Regione Veneto e della Comunità Europea. Il lavoro, è stato infine finanziato con la donazione dei Signori Luciano Mazzucato e Mauro Bertoni: la longeva coppia veronese che due anni fa prese a cuore le sorti della tomba di Ulrichs.

Il lavoro consterà di diversi momenti: alla prima fase di consolidamento, stuccatura, pulitura e rilevigatura del corpo della lastra di marmo di Carrara, seguirà un impacco con del liquido biocida, volto ad attenuare gli effetti delle infiltrazioni di muschio e licheni. Infine sarà reintegrato l’epitaffio in latino che il Marchese Persichetti dedicò al suo illustre amico.

Secondo il Presidente del Circolo Arcigay M.Consoli L’Aquila Leonardo Dongiovanni, che in questi due anni di burocrazia e ritardi ha coordinato i rapporti tra la scuola e l’Amministrazione: -Questo è un grande giorno; grazie alla generosità di due amici e alla competenza di tutti i tecnici che si stanno occupando del lavoro, oggi restituiamo alla città dell’Aquila e alla comunità LGBT di tutto il mondo il “monumento al valore” di chi in vita lottò contro la società bigotta ed omofoba, preferendo l’esilio alla repressione ordita dalla legge prussiana del tempo; dedichiamo questa vittoria ai giovani e alle giovani LGBT di questa città, affinché trovino il coraggio di vivere le loro vite alla luce del sole.

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Appuntamento al 3 settembre, in occasione dell’Ulrichs Day, quando alla presenze delle autorità cittadine l’Arcigay dell’Aquila celebrerà come ogni anno il Padre della Comunità LGBT. -La speranza è che il prossimo Assessore alle Pari Opportunità- continua Dongiovanni -venga davvero scelto tra chi in città si è sempre impegnato nella promozione della cultura dei diritti civili e della parità di genere, come già accaduto in molte città d’Italia; si tratta di temi cogenti e delicatissimi, che costituiscono l’ossatura delle grandi sfide del nostro tempo e che per questo meritano di essere promossi senza ipocrisia e con il massimo rispetto soprattutto a livello locale. Il prossimo passo sarà una legge contro l’omofobia regionale, sulla scia di quella già approvata dalla Regione Umbria-.

Arcigay M.Consoli L’Aquila

 

 

 

26 Maggio h20 : Fatematte – Friendly Music Bar

24 Mag

Fatematte locandina.jpgSono mesi che apri compulsivamente Grindr senza riuscire ad incontrare una sola consorella in tutto il Regno? La vita in provincia ti fa sentire “un po’ troppo” speciale? Ti sei rassegnata all’idea della vita monacale?

VIENI A DIVERTIRTI CON LE TUE CONSORELLE!

Fatematte è la serata “music bar” dedicata alla comunità LGBT aquilana a cura del circolo Arcigay “M.Consoli L’Aquila”, con la preziosa collaborazione della frizzante Dirty Red.

*Le Fatematte ti aspettano a partire dalle h20 di Venerdì 26 maggio nel magico verde di Casematte (ex O.P. di Collemaggio).

**Si consiglia la signoria vostra di munirsi di giarrettiera di forza.

***Per volontà dell’imperatrice l’ingresso alle popolane è libero; è gradita lasottoscrizione delle consorelle borghesi, delle sacerdotesse, delle militaresse. Garantita la massima discrezione anche alle consorelle più riservate.

****SE L’ESPERIMENTO DOVESSE AVERE SUCCESSO RIPETEREMO PERIODICAMENTE L’EVENTO (E LO ARRICCHIREMO).

SMETTI DI FARE LA PREZIOSA E NON MANCARE!****

Libera L’Aquila – 25 Aprile 2017 Arcigay L’Aquila in piazza San Bernardino con le altre associazioni per parlare di omofobia in Epoca Fascista ed MST.

21 Apr

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In occasione della “giornata di liberazione antifascista” organizzata per il 25 Aprile da varie associazioni aquilane , anche il circolo Arcigay “Massimo Consoli” dell’Aquila sarà presente in Piazza San Bernardino a partire dalle ore 15:00 per parlare di omofobia in Epoca Fascista e di buone pratiche in contrasto alla diffusione delle malattie sessualmente trasmissibili. Per il circolo sarà anche un’occasione per portare una testimonianza identitaria di rifiuto di ogni forma di discriminazione basata sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere, soprattutto alla luce delle vessazioni che le persone LGBT subiscono tutt’oggi in diversi Paesi del Globo.

Il fatto che durante il Regime Fascista non siano mai state previste vere e proprie leggi repressive dell’omosessualità, lungi dal costituire il frutto di una mera omissione, rientrava in una logica precisa e perversa: il Fascismo infatti si imponeva come un regime virile e pertanto non era possibile neppure ammettere l’esistenza dei gay in un tale disegno. Senza troppo clamore quindi, durante il Ventennio, le cosiddette “femmenelle” venivano mandate al confino nell’Arcipelago delle Isole Tremiti, a San Domino (anziché a Ustica o a Lampedusa) e da lì se ne perdevano le tracce.

Sempre durante la manifestazione “Libera L’Aquila” del 25 aprile sarà possibile sottoscrivere una raccolta firme destinata alla Direzione Generale della ASL 1 – Avezzano, Sulmona, L’Aquila finalizzata all’assegnazione di una sede per il nostro circolo.

Arcigay M.Consoli L’Aquila

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Giornata della Donna 2016 – Il Vo(l)to della Conquista

7 Mar

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Quest’anno, per la prima volta, lo farò anch’io, sentitamente: auguri, Donne italiane! E per la prima volta, quest’anno, non mi arrabbierò quando gli auguri si leveranno da ogni dove, con voci maschili e voci femminili. A fronte di una nulla simpatia per le mimose, non vi criticherò se ne regalerete e ne accetterò persino un mazzetto, volendo vedere in esse semplicemente un fiore. Purché mi si dica, e si dica a tutte, “buoni 70 anni dalla Prima volta!” Siamo nel 2016, ad esatti settanta anni dalla volta numero Uno nella quale alle Donne di questo Stato fu concesso di vedere con i propri occhi, finalmente, come fosse fatta un’urna elettorale.

Con tutte le capacità immaginative che si possano riconoscere ai maschi, nessuno di loro saprà mai dire che sapore abbia l’acquisizione del Diritto di esistere, giuridicamente, buttando dentro una scatola la propria sussistenza. Il sapore dolcissimo della giustezza, e della libertà, e della partecipazione. Imprescindibili ovvietà che la memoria di noi Donne sa di aver conquistato ad un prezzo troppo alto per potersene dimenticare e fingere, magari ringraziando, che possa bastare così. Non basta assolutamente. Non basta per niente. Il 1946 ha soltanto iniziato a sanare il debito. Oltretutto oggi, e lo dico all’avido patriarcato maschilista eterosessuale da sempre e per sempre terrorizzato dalla castrazione intellettiva e quindi giudice in anticipo in ogni argomento, siamo arrabbiate per molte altre ragioni, e la paura se l’è portata via l’Informazione.

Che un uomo si pronunci sulla liceità di una gravidanza, o ancora, sulla libertà che una Donna, del cui funzionamento biologico e psicologico pretende di sapere di più, intraprenda una gestazione per donare la maternità e la paternità ad altri, mi sembra nient’altro che un’offesa alla Libertà stessa e all’Autodeterminazione, che nessuno dovrebbe mai sentirsi attaccare.

Ed io, che esisto giuridicamente, pretendo di incanalare la mia possibilità di scelta nella direzione che ritengo più opportuna. E di oppormi, se davvero valgo giuridicamente, con le opzioni che la legge mi mette in mano, a chi mi parla di incostituzionalità della genitorialità, qualora questa sia omosessuale. Ebbene, le battaglie che sono state necessarie affinché le Donne esprimessero la loro preferenza tra la repubblica e la monarchia sono le stesse che combattiamo adesso, senza un minuto di sosta, perché la legge riconosca la maternità della mia compagna anche se nostra figlia l’ho avuta dentro io, perché la riconosca come la moglie, si spera fedele, di un’altra donna. Una donna che vota, ogni volta che è chiamata a farlo, perché di questa repubblica fa parte, e che spiegherà alle figlie o ai figli arcobaleno che avrà quanto sia preziosa la bellezza dell’avere voce in capitolo, e quanto lontano questa sappia portare.

Auguri a noi, alla Libertà e alla Partecipazione.

 

Arcigay Massimo Consoli L’Aquila

La Segretaria, che pretende non si usi il maschile, Patrizia Passi

DI CHE GENDER STIAMO PARLANDO? GIORNATA REGIONALE DI APPROFONDIMENTO SCIENTIFICO SUGLI STUDI DI GENERE.

7 Dic

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L’Aquila, 1 dicembre 2015

AltraPsicologia – Abruzzo informazione tutela e promozione in collaborazione con il Circolo Arcigay M. Consoli di L’Aquila ed Udu – Unione degli Universitari di L’Aquila, con il patrocinio del Comune di L’Aquila assessorati alla Cultura e alle Politiche Sociali, presenta la Giornata Regionale scientifico – informativa sul tema del Gender. L’evento si svolgerà l’ 11 dicembre 2015 presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di L’Aquila, viale Nizza 14.

Scopo della giornata di Studio è quello di offrire un’informazione scientifica e corretta sugli Studi di Genere a beneficio dei cittadini ed in particolar modo per le famiglie e gli insegnanti. Interverranno esperti e docenti universitari per rasserenare il dibattito nazionale sui temi dell’educazione affettiva e della parità di genere. Saranno coinvolte numerose associazioni e movimenti per l’impegno comune a favore dell’accoglienza e della cittadinanza di genere. Al mattino dalle ore 09.30 alle ore 13.00 verrà data voce alla Scienza secondo una linea interdisciplinare con esponenti accademici di spicco. Interverranno, dopo i saluti delle assessore Emanuela Di Giovambattista e Elisabetta Leone, per la Sessuologia e la Psicologia il Dott. Enrico M. Ragaglia Psicologo e Psicoterapeuta della Sipsis – Società Italiana di Psicoterapia per lo studio delle Identità Sessuali; per la Pedagogia, Prof. Alessandro Vaccarelli, Associato di Pedagogia Generale e Sociale; per l’Etica Sociale il Prof. Mario A. Di Gregorio, Ordinario di Storia della Scienza; per la Comunicazione culturale il Prof. Massimo Fusillo, Ordinario di Critica letteraria e Letterature comparate docenti presso il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università degli Studi di L’Aquila. Per il Diritto, l’Avvocata Silvia Di Salvatore, esperta in Diritto e Cittadinanza di Genere e Presidente dell’Associazione Donne Vestine. Nel pomeriggio dalle 14 alle 18, daremo vita ad un dibattito pubblico tra i rappresentanti di associazioni lgbt, degli studenti universitari, del volontariato, della cultura e delle organizzazioni sindacali. Seguiranno i lavori di gruppo e la redazione del Manifesto di impegno Comune tra le Associazioni e i Movimenti per la Parità di Genere e la lotta contro le discriminazioni legate al genere e all’orientamento sessuale. Moderano i lavori gli Psicologi Egle D’Angelo e Andrea Squartecchia.

AltraPsicologia è un’associazione di politica professionale nata il 25 Aprile 2005, per promuovere la figura e la tutela dello Psicologo e della Psicologia in generale, più vicina e attenta non solo ai bisogni del singolo cittadino ma della comunità intera, fornendo spazi informativi trasparenti, dal taglio scientifico e accessibili a tutti.

Arcigay è l’Associazione per le persone LGBTI  italiana nata nel 1985, che opera su tutto il territorio nazionale attraverso i suoi comitati territoriali, i circoli e le associazioni affiliate per la realizzazione dell’uguaglianza tra individui a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere.

Udu porta avanti rivendicazioni orientate alla tutela dei diritti degli studenti e alla socializzazione dei loro bisogni materiali; si batte atenei per creare un sistema che garantisca il reale diritto allo studio, che dia la possibilità a chi è privo di mezzi di accedere alla formazione universitaria, che migliori le condizioni di chi studia, che assicuri a tutti gli studenti un sistema di rappresentanza in grado di promuovere la democrazia e la partecipazione studentesca in ogni ateneo, che garantisca il libero accesso al sapere

 

 

Per AltraPsicologia – Abruzzo

Dott.ssa Egle D’Angelo

Dott. Andrea Squartecchia

Per Arcigay M. Consoli L’Aquila

il Presidente Leonardo Dongiovanni

Per UDU L’Aquila

Dott. Ssa Valentina Ciaccio

“ART VILLAGE PHOTO CONTEST” A SAN BASILIO : TRA LE FOTO VINCITRICI QUELLA SULL’OMOGENITORIALITA’. Arcigay: -Una chiave di lettura originale per il tema dell’integrazione.

31 Ago

Foto Emily Lawrence

Sul podio del contest fotografico “ARTVILLAGEPHOTOCONTEST” incentrato sul tema dell’integrazione e svoltosi durante la settimana delle celebrazioni della Perdonanza Celestiniana 2015, nell’ambito dell’ “Art Village” tenutosi a San Basilio, la quindicenne aquilana Emily Lawrence, che ha partecipato al concorso con una foto sull’omogenitorialità dal titolo “Papà e papà” (l’immagine nel titolo).

Il plauso dell’ Arcigay va alla giovanissima autrice, che senza faziosità ma con molta naturalezza ed eleganza, ha proposto l’immagine di una coppia omosessuale che tiene per mano una bambina.

Si tratta di un’operazione coraggiosa, che tratta un argomento di cui ancora si fa fatica a parlare nel nostro Paese: la possibilità che un bambino possa crescere serenamente all’interno di una famiglia con due genitori dello stesso sesso. In attesa della lunga e difficile “gestazione” del DDL Cirinnà sulle “Unioni Civili”, che a detta di Renzi, dovrebbe essere votata in Senato entro il mese di Ottobre (ma di cui ancora si fa fatica a immaginare il risultato finale, alla luce delle migliaia di emendamenti presentati), la giovanissima Emily ha saputo non solo rileggere il tema del concorso contemplando anche i diritti delle persone LGBT, ma ha anche lanciato un messaggio di positività, che siamo certi vada al di là delle aspettative che gli organizzatori dell’evento avrebbero potuto immaginare, dedicando il contest ad un tema ampio e nobile come quello dell’integrazione.

Arcigay Massimo Consoli L’Aquila

Il Segretario – Leonardo Dongiovanni

“Diversi da chi?” – Arcigay L’Aquila Ospite di Radio Stella 180 Amici

28 Apr

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Leonardo Dongiovanni, Segretario di Arcigay L’Aquila, ospite della trasmissione “Radio Stella 180 Amici” in occasione della puntata “Diversi da chi?” del 23 Aprile 2015, parla di omofobia, incontri a scuola e attualità cittadina.
In basso il link per ascoltare la puntata!

A RUOTA LIBERA – PENSIERO ALLA GIORNATA DELLA DONNA

8 Mar
Angelo-Batti__GITANA_gContinua imperterrito ad ossessionarmi il medesimo quesito. Ogni anno, lo stesso giorno. Esiste davvero una festa che celebra le virtù delle esponenti del genere femminile della specie dei Sapiens? Possibile che si reputi necessario sottolineare et/aut ricordare che si deve portare rispetto alle proprie madri? Possono esistere ventiquattro ore interamente dedicate ad un business di pallini gialli dall’inconfondibile rapido fetore che Cultura accetta si sostituisca a delle scuse, ad un abbraccio, ad un “grazie”, che per molti equivale a un’indulgenza? Evidentemente sì, se si considera con quanta acritica ignoranza si regalino pallini gialli, e che Al Bano era già nonno quando alle donne italiane è stato cortesemente concesso il diritto di votare (deliberata ironia). E parliamo di quelle donne che, mentre aspettavano il ritorno di figli, fratelli, fidanzati e nipoti impegnati a sopravvivere col sole al Fronte, augurandosi che riportassero a casa ognuno degli arti, annullavano coi fatti le preoccupazioni degli uomini al potere (volutamente in minuscolo), terrorizzati dal crollo di un Paese momentaneamente senza maschi, obbligati poi a ricredersi. Intuitivo, se si pensa all’irrisorio spazio di tempo trascorso, che stupisca ancora che le femmine non producano meno dei maschi, che lo facciano con più arguzia e finezza, nel frattempo allattando un bambino ogni tre ore, patendo le agonie del ciclo mestruale senza soccomberne, sopravvivendo con invariata magnificenza intellettuale da multitasking a duecentoquaranta minuti di sonno per notte. Nessuna rivoluzione ha avuto mai l’ardire di non sconvolgere, ma tutto quello che ha riguardato e riguarda le donne non può continuare a sorprendere, con partecipazione sentita il solo 8 di marzo. Se ipocrisia ed ignoranza lodano la femminilità secondo copione di stereotipo, in una precisa data, credendo sentitamente nella parità, propongo di istituire la festa dell’Uomo: si compri un piccolo cactus ad ogni maschio, nella data che stabiliremo con un referendum solo noi donne, per festeggiare il pettorale più regale, la barba più precoce e l’esclusivo senso letterale delle affermazioni. Solo allora l’equalità umane saranno davvero rispettate tutte (anche questo è voluto). È la cultura che cambia la cultura, e quello che è stato fatto rischia di non essere abbastanza. Si leggano di più Marguerite Radclyffe Hall ed Antonia Susan Byatt, si vada a teatro con Roberta Carreri. Sono le donne che muovono il sole e le altre stelle. A proposito, un saluto a Samantha, alla quale auguro, con Carmen Consoli, di ascoltare splendide melodie cosmiche, e che ci guarda da lassù meglio di Dio.

Arcigay Massimo Consoli L’Aquila

Patrizia Passi

SACERDOTE AQUILANO VITTIMA DI RICATTI. ARCIGAY L’AQUILA: -PER LA GENTE IL CAPO D’ACCUSA E’ L’OMOSESSUALITA’ -.

30 Gen

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Un sacerdote omosessuale vittima di estorsione da parte di uno studente universitario fa notizia solo in quanto omosessuale; poco importa ai devoti se c’è di mezzo un cacciatore di portafogli (maggiorenne e perfettamente consapevole delle sue azioni), perché il vero capo d’accusa è l’omosessualità ed è quanto basta per tracciare il profilo dell’orco.

Sul fronte degli arlesiani, improvvisati difensori dei diritti LGBT, nessuno si chiede come si possa essere portati nel 2015 a rendersi ricattabili in quanto omosessuali in una cittadina così provinciale, mentre sul fronte più conservatore, i rigurgiti di omofobia fanno prontamente capolino e si perpetra la caccia alle streghe contro gli omosessuali, paragonandoli persino ai pedofili. Il comune denominatore è in ogni caso l’orientamento sessuale perché nessuno parla del caso gravissimo e in pochissimi difendono i diritti degli omosessuali al di là del “politically correct”.

Le posizioni ufficiali della chiesa sull’omosessualità lasciano spesso di sasso e chi scrive, in più occasioni ha fatto sentire la sua voce pubblicamente, contro le manifestazioni di un “certo Cattolicesimo”, ma la realtà è che esistono gay credenti, così come il fatto di essere omosessuali non costituisce una discriminante per essere considerati bravi sacerdoti.

Ci sono figure nella Chiesa, che hanno il coraggio di staccarsi dallo stereotipo del “censore”, ma che comunque non per questo sfilano con noi al Gay Pride. Noi auspicheremmo il contrario, ma non si può gettare il bambino con l’acqua sporca.

Una persona vittima di estorsione, è prima di tutto un essere umano che non merita di essere fatto passare come carnefice. Il fatto che si tratti di un sacerdote gay apre un dibattito evidentemente sentito, ma i toni non devono scadere, sia che si guardi alla faccenda dal punto di vista di un omosessuale dichiarato, sia che la si guardi da quello di un credente. E’ terribile constatare quanto si spinga lontano il chiacchiericcio.

                 Arcigay Massimo Consoli L’Aquila

Il Segretario – Leonardo Dongiovanni

L’Asilo festeggia quattro anni di occupazione. Arcigay: -L’immobile resti improntato ai valori antifascisti-.

21 Gen

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L’esperienza occupazionale dell’Asilo di Viale Duca Degli Abruzzi, arrivata a quattro anni, è stata un traguardo inedito per la città e Arcigay è tra i testimoni di come questa, seppur con difficoltà, abbia saputo cucirsi addosso i temi fondanti del rifiuto degli estremismi, della solidarietà sociale e non ultimo quello della ricostruzione pubblica e del recupero degli spazi, in un momento in cui non era affatto scontato averne. E’ questo il leitmotif per cui poco più di due anni fa, Arcigay volle scommettere che l’Asilo ed i suoi occupanti sarebbero potuti essere uno dei punti da cui ripartire per la ricostruzione del tessuto sociale a L’Aquila: un percorso che riteniamo non possa mai prescindere dalle battaglie per i diritti delle minoranze. E’ un fatto che per Arcigay e per i suoi sostenitori le giornate contro l’omofobia, le proiezioni dei film a tematica LGBT e le tantissime iniziative, non avrebbero mai potuto avere luogo in questi due anni, se non ci fosse stato un posto in cui trasmettere idee, o semplicemente far sentire qualcuno meno solo. L’Asilo per molti resterà certamente un simbolo di questo periodo travagliato e quando inizieranno i lavori per la riqualificazione dell’edificio, in ogni caso si tratterà di una vittoria anche per noi, ma tutto ciò che accadrà dopo, dovrà improntarsi all’essenza dei valori antifascisti che il posto ad oggi ha fatto suoi.

Noi desideriamo fortemente che l’ ”Asilo del futuro” torni ad essere anche la sede di Arcigay a L’Aquila: riteniamo che aver rispettato un posto, aver contribuito a valorizzarlo per quanto possibile e non averlo lasciato all’abbandono, moralmente ci dia molta più voce in capitolo rispetto ai rissosi sceriffi dell’ultima ora, di cui condanniamo la leggerezza politica e l’insensibilità. Ma chi strumentalizza i valori e porta le definizioni all’insulto, è destinato ad essere ben più impopolare di quella parte di gioventù inclusiva e verace che si muove per cambiare le cose e di cui Arcigay prenderà sempre le parti.

Arcigay Massimo Consoli L’Aquila

Il Segretario – Leonardo Dongiovanni