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Fabio e Dino sposi: la puntata integrale di #StatoCivile del 5/02 (RAI 3).

7 Feb

Di seguito il link diretto alla puntata integrale della trasmissione ‘Stato civile’ con l’episodio dedicato all’unione civile di Fabio e Dino: la prima coppia omosessuale ad aver contratto unione civile nella Provincia dell’Aquila.

CLICCA QUI PER IL LINK DIRETTO AL SITO RAI (Ultimo episodio).

23 Gennaio 2016 – 23 Gennaio 2017: il video del 1° anniversario di #SvegliaItalia.

23 Gen

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Esattamente il 23 gennaio 2016 tante città italiane ospitarono la manifestazione da cui per le persone LGBT di questo Paese tutto è cambiato. Provo una grande emozione guardando questo video (in cui peraltro a capo del corteo organizzato a L’Aquila in quell’occasione appaiono per pochi istanti anche i ragazzi del circolo  Arcigay”Massimo Consoli”).

Di seguito il video del primo anniversario della manifestazione #SvegliatItalia.

CLICCA QUI PER IL LINK DEL VIDEO [YOUTUBE].

Commemorazione delle vittime della strage di Orlando a L’Aquila: le foto e i video dell’evento.

18 Giu

Decine di anime hanno preso parte alla commemorazione organizzata a L’Aquila dai ragazzi e dalle ragazze di Arcigay M.Consoli il 16 giugno alla Villa Comunale; un presidio con poche bandiere, in cui ha prevalso il desiderio di riunirsi nel cordoglio e di ribadire con forza che anche di fronte all’omofobia più efferata, la comunità LGBT non piegherà mai la testa e risponderà sempre con i valori della pace e dell’inclusione.

 

GUARDA IL VIDEO DELL’EVENTO CON IL DISCORSO DELL’ARCIGAY E LA LETTURA DEI NOMI DELLE VITTIME (LINK): L’Aquila: Commemorazione per le vittime della strage di Orlando.

Con il calar del sole anche il GSSI (Istituto Nazionale di Fisica Nucleare) ha voluto rendere omaggio alle vittime del Pulse illuminando con i colori dell’arcobaleno la scuola che ospita studenti da tutto il mondo, nei pressi della Villa Comunale.

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Di seguito l’annuncio dell’evento a Radio Stella 180 amici da parte del Presidente di Arcigay “M.Consoli” L’Aquila, Leonardo Dongiovanni e il servizio del TG di LaQTV (LINK): 1)  Leonardo Dongiovanni a Radio Stella 180 invita gli ascoltatori alla Commemorazione per le vittime della strage di Orlando.

2) Arcigay L’Aquila – Servizio TG commemorazione per le vittime della strage di Orlando

 

Si ringraziano il GSSI per la sensibilità dimostrata, Sara Bulma per le riprese e le fotografie e LaQTV per il servizio.

Arcigay M.Consoli L’Aquila

LE UNIONI CIVILI SONO LEGGE DELLO STATO. Dongiovanni (Arcigay): -Ringraziamo gli aquilani vicini alle nostre battaglie-.

12 Mag

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11 maggio 2016: le unioni civili sono legge dello Stato, attraverso una delle più grandi riforme del diritto di famiglia dal 1970.

Questo circolo territoriale dedica questa conquista di civiltà a tutti quegli uomini e quelle donne aquilane che, ancor prima che essere favorevoli alle nostre istanze fosse un sinonimo di consenso, ci erano vicini nelle nostre battaglie. Gli attivisti e le attiviste di Arcigay L’Aquila porteranno sempre nel cuore i volti di chi il 23 Gennaio scorso , ha manifestato al loro fianco in pieno centro storico, esponendosi di fronte a parenti e amici, perché anche noi potessimo esistere agli occhi dell’ Italia.

Per questo motivo ringraziamo anche tutti quelli omosessuali aquilani mai venuti allo scoperto, che nel corso degli anni si sono piegati alla volontà di una società arcaica e maschilista, barattando la loro esistenza per un matrimonio di facciata, perché è anche grazie a loro che un giorno abbiamo deciso di non nasconderci più.
Infine salutiamo i nostri aguzzini, che da questa dolente sconfitta apprenderanno che nessuna gabbia sociale può resistere al coraggio delle persone libere e alla bellezza dei colori dell’umanità.

Resta ancora molta strada da fare: le unioni civili mancano dell’essenza stessa del matrimonio, che se da una parte resta solo un “nomen giuridico”, dall’altra rappresenta per le famiglie arcobaleno, il senso stesso di un’uguaglianza piena, che evidentemente ancora latita, specialmente alla luce dello stralcio della stepchild adoption dal testo approvato. D’altra parte c’è già chi minaccia di ricorrere al referendum abrogativo, proprio come avvenne per il divorzio negli anni ’70, e già diversi sindaci minacciano l’opposizione di coscienza avverso la celebrazione delle unioni civili: la guerra per noi è tutt’altro che vinta.

L’Italia di fatto è ora più che mai un Paese pericolosamente esposto alle insidie dei nostri oppositori, in mancanza di una legge che preveda un aggravante per i reati di violenza mossi dall’odio omofobico. Proprio per questo, in occasione della “Giornata Internazionale contro l’Omofobia” del 17 maggio, abbiamo già in programma  due eventi: lunedì 16 maggio alle ore 11:00 incontreremo gli studenti del Liceo Scientifico A.Bafile assieme al regista Filippo Soldi, per presentare il suo documentario sulla violenza omofobica dal titolo “Non so perché ti odio” (presente a L’ Aquila LGBT Film Festival il mese scorso); invece mercoledì 18 maggio, a partire dalle ore 18:00, saremo a Casematte per un reading collettivo sulle discriminazioni dal titolo “Leggi contro l’omofobia”, aperto a chiunque voglia presentare uno scritto sull’argomento. Alle ore 21:00 dello stesso giorno avrà poi luogo la proiezione di “Stonewall”; il fatto che l’unico cinema del capoluogo non ritenga il film della storia del movimento LGBT appetibile per la propria clientela, la dice lunga sull’idea di cultura promossa nel nostro Paese.

Arcigay M.Consoli L’Aquila
Il Presidente – Leonardo Dongiovanni

Weekend: la recensione di Patrizia Passi.

8 Apr

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Hymn for the Weekend

Giorno 17 marzo duemilasedici. Col consueto ritardo che la Scienza perdona agli intelligenti – la Scienza, non io – parto per Roma, alla volta di due indirizzi diversi per cronologia di raggiungimento ma simili per radice culturale: cinema Savoy prima, e cinema Quattro Fontane poi. Terminata la Masterclass nella quale il mio amato Franco Battiato avrebbe presentato il suo ultimo documentario, “Attraversando il Bardo”, roba da chi si intende di prosiegui, mi sarei incamminata verso uno degli incroci più belli della città, giunti al quale, quattro fontane si guardano l’un l’altra dai quattro angoli. Il cinema, poco oltre l’incrocio, è uno dei migliori. Se esce qualcosa di degno, di ricercato, di censurato, il Quattro Fontane lo darà. Qualcosa di censurato? Esiste ancora la censura applicata alla cinematografia? Io e Cinzia, fedele Compagna di intelletto, arriviamo in via Quattro Fontane 23 poco prima delle 20. La proiezione sarebbe iniziata non troppo tempo dopo.

Chiediamo due biglietti per “Weekend” e ci accomodiamo nella sala 1. Pur essendo in programmazione già da un po’ di giorni, la pellicola continua a far riempire poltrone anche a luci spente e a silenzio calato. “Weekend” è un film del 2011, di un regista inglese dichiaratamente gay che si chiama Andrew Haigh, che lo ha girato in soli 17 giorni. È un film di una bellezza incontestabile, col quale Haigh riesce a imporre ad ogni organo di senso di chi guarda lo schermo la potenza dell’amore di due persone che si riconoscono. L’amore, che arriva nello spazio di due giorni e cambia il presente, il senso del passato, la direzione del futuro e la ragione delle scelte. L’amore, che impone se stesso sopra ogni cosa.

Questo film è una perla assoluta di realtà, una delle migliori espressioni del concetto di autenticità che le arti abbiano prodotto.
Il primo aggettivo che ho usato per definirlo, a caldo, è stato proprio questo: autentico. Le cose, nella vita non sceneggiata, vanno esattamente come Haigh ha messo in scena. Autenticità, cara autenticità. Troppo spesso dimenticata, se guardiamo agli incassi di vampiri che sposano ex licantrope dubbiamente mortali a seconda della stagione, troppo spesso spaventosa se la cultura, quando viene strumentalizzata, ci insegna a nascondere l’umanità sotto al tappeto. Quando è troppa, l’autenticità, è meglio tenerla a bada. “Weekend”, accidenti, ne ha davvero tanta.

E dev’esser stata colpa di tutta questa autenticità se sono stata obbligata a percorrere almeno 100 km per vedere questo film. Sottolineo “almeno”, perché in fondo io sono fortunata. Non vivo poi così lontana da Roma e posso arrivarci facilmente. E se avessi voluto vederlo ma fossi stata di Giarre? Oppure campana? Avrei dovuto avere la disponibilità economica nonché il tempo per lasciare la mia terra ed arrivare, nella ipotesi meno peggiore, al Quattro Fontane. Oppure avrei dovuto lasciar perdere. O, altrimenti, indignarmi e pretendere di avere questo film in ogni singolo cinema del Centro e del Sud Italia. La sala 1 del cinema Quattro Fontane è stata la sola sala romana a proiettare, cinque anni dopo che è uscito, il capolavoro di veridicità che è “Weekend”. Ma c’è di più. La sala 1 del Quattro Fontane è stata la sola sala cinematografica più a Sud di Bologna ad averlo in programmazione. È arrivato un momento, nella vita di Andrew Haigh, nel quale si è sentito dire che il suo film, in Italia, sarebbe stato proiettato in sole DIECI sale. La Teodora Film, la casa indipendente che a partire dal 10 marzo ha distribuito “Weekend” in Italia, e che è la stessa che nel 2014 ha distribuito “Pride”, già dimostrando una ostinata intelligenza, ha potuto lavorare in sole DIECI sale, un po’, spiega, per i troppi titoli usciti in quel periodo, un po’ per via del… Dieci sale? Scusate l’abuso del maiuscolo e la reiterazione, ma il numero è sconcertante. Ad ogni modo, le dieci dissidenti meritano tutti i miei complimenti.

Dunque complimenti, Cinema Odeon di Bologna, Cinema Filmstudio 7B di Modena, Cinema Jolly di Reggio Emilia, Cinema Edison di Parma, Cinema City di Genova, Cinema Romano di Torino, Cinema Giorgione Multisala di Venezia, SpazioCinema Apollo di Milano, Cinema Ariston di Trieste, e naturalmente complimenti a te, Quattro Fontane di Roma! Sono loro ad esser state le sole, all’inizio, a non piegarsi al potere di chi le redini della censura le porta ancora in mano, ben salde, e le tira alla bisogna. Redini di una censura che, nel 2016, eccome se CEI! Si tenta di non darlo a vedere perché, a parte i circuiti cinematografici gestiti dalla Chiesa, quelli laici hanno tutti la libertà di fare come vogliono, per le loro programmazioni, e non sono obbligati a seguire il parere della Commissione Nazionale per la Valutazione dei Film della Conferenza Episcopale Italiana. Però, insomma, quantunque i gradi di laicità oscillino lungo un continuum che va dalle dieci dissidenti alle xmila caute pecorelle non praticanti ma credenti, si vede che conta di più, per i più, non discordare da Santa Mamy Church, o perlomeno starla a sentire. In caso contrario, questo film lo avrebbero dato tutti. Sì, magari è un film un po’ di nicchia, anche se non riesco a capire perché, e quindi si rischia che lo si inserisca in qualche rassegna d’essai, ma com’è possibile che solo dieci sale italiane, essai o non essai, abbiano sentito l’urgenza di proiettarlo subito? Forse perché di un film giudicato “Sconsigliato – Non utilizzabile e Scabroso” dalla CNVF by CEI qualcuno ha timore. Cosa si nasconderà di tanto turpe nei 96 minuti proposti? La Commissione Nazionale per la Valutazione dei Film della Conferenza Episcopale Italiana, cnvf.it, si definisce un organo tecnico-pastorale composto da 18 membri laici e religiosi che hanno il compito di operare una selezione dei film in uscita col fine di indirizzarne la visione ai fedeli. In sostanza, pre-giudicano il giudizio dei fans. Quello che fanno è fornire, testualmente, “valutazioni morali ai fini pastorali” vincolanti per la programmazione delle sale dipendenti dall’Autorità Ecclesiastica. Cioè, se un film è poco morale o inadatto ai fini pastorali, s’evita che i deboli di critica lo vedano. Ebbene sì. Quanto alle sale laiche, nulla spiega bene come funzionino le cose. Comunque, i 18 svolgono un duro lavoro: per giudicare un film devono vederlo, ed immaginate che tortura se la tematica è LGBT! 18 della-poca-lisse, vi sono vicina.

Dopo aver visto il film, si esprime una valutazione, ufficiale e motivata, riassunta da due parole che lo classificano. Con la prima si esegue una valutazione globale del film, con la seconda se ne indica la facilità o difficoltà di lettura, o si specifica la motivazione della valutazione globale. Dalla valutazione globale un movie può risultare Raccomandabile, Consigliabile, Complesso, Futile o, nel peggiore dei casi, Sconsigliato-Non utilizzabile, vale a dire che si tratta di un film non proponibile per la mancanza di contenuti etico-culturali e per un modo narrativo immorale o licenzioso. Dal secondo vocabolo otteniamo un film Semplice, Superficiale, Velleitario, Poetico, Brillante, Problematico, Volgare, Violento, Realistico, Grossolano, Scabroso o Negativo. Negativo è quel film pervertitore della coscienza cristiana, Scabroso quello in cui le espressioni verbali e i comportamenti dei personaggi esigono riserve morali. Ecco, almeno “Weekend” non è Negativo. Però, e non è mica scontato, è non proponibile per la mancanza di contenuti etico-culturali e per un modo narrativo immorale o licenzioso e presenta espressioni verbali e comportamenti che esigono riserve morali. Tutto ciò perché ci sono la tematica della droga e quella ben più deprecabile dell’amore omosessuale. Eh. Nonostante questo, visto il successo galattico ottenuto dal film, il numero delle sale che lo hanno inserito in agenda è cresciuto (siamo figli delle stelle e pronipoti di Sua Maestà il Denaro…), ma non vi dico nulla circa nomi e luoghi dei nuovi cinema poiché voi lettori avete un’occasione d’oro da sfruttare che, geograficamente e non solo, vi conviene largamente: L’Aquila, Auditorium del Parco, Mercoledì 13 aprile, Ore 22, “Weekend”. Vi aspetto, e vi aspettiamo, ad ogni proiezione, non solo a questa, anche se a questa, dopo tutto il pappone che vi siete sorbiti leggendomi, non potete mancare. Questo è un festival che merita, in ogni suo momento, perché è particolarmente autentico. Ci vediamo dall’11 al 16 aprile. Per ora, buon weekend.

Arcigay “Massimo Consoli”  L’Aquila
La Segretaria – Patrizia Passi

Incontro “MA DI CHE GENDER STIAMO PARLANDO?” a Sulmona il 27 Febbraio con UAAR e Altra Psicologia

22 Feb

Locandina evento con UAAR del 27022016
La teoria del gender: cos’è? Chi la strumentalizza per creare confusione all’interno delle scuole e tra i genitori?

Sulle pagine dei giornali e su internet si sta svolgendo una grande discussione su una presunta “teoria del gender”, dalle caratteristiche assai confuse e che sembra generare molta preoccupazione nelle persone ed in alcune istituzioni, ma la teoria “gender” non esiste! È un’invenzione mediatica che è diventata epidemia che ha generato allarmismi e psicosi. Educare al genere e alla differenza sembra essere l’unica strada percorribile per combattere le discriminazioni di genere, superare gli stereotipi e lasciare ad ogni essere umano la libertà di essere chi vuole essere e di vedersi riconosciuto come persona.

Lo sancisce anche la Costituzione all’articolo 3, quando dice che: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. Compito della Repubblica è rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana”.

Nonostante la ministra dell’Istruzione Stefania Giannini abbia annunciato che il Miur ha inviato una circolare ai dirigenti per chiarire che la riforma non introduce la “teoria gender” nelle scuole e che è disposta a prendere provvedimenti nel caso si continui ad alimentare questa “bufala”, i politici abruzzesi sono incorsi in un grossolano errore: la Regione Abruzzo, con una risoluzione approvata dalla Commissione Sanità, ha chiesto la collaborazione dell’ufficio scolastico regionale per contrastare la diffusione della teoria gender negli istituti per preservare  “il ruolo della famiglia nell’educazione all’affettività e alla sessualità”, contravvenendo del tutto alle direttive del Ministero e richiedendo all’ufficio scolastico di prendere provvedimenti in un campo che non è di sua competenza.

Per aiutare e chiarire questa vicenda, le nostre associazioni hanno pensato di organizzare una serie di appuntamenti sul territorio abruzzese e spiegare alla popolazione con argomentazioni semplici e chiare cosa ci sia dietro allo spauracchio del “gender”.

A Sulmona l’incontro è fissato per il giorno 27 febbraio 2016 alle ore 16:00 presso la saletta della Provincia in Via Mazara.

Interverranno:

Leonardo Dongiovanni – Presidente Arcigay L’Aquila , Dott. Angelo Collevecchio – Altra Psicologia – Psicologo – Sessuologo , Dott.ssa Roberta Romanelli – Altra Psicologia – Psicologa , Greetje Van Der Veer – Pastora della Chiesa Metodista-Valdese , Liana Moca – Coordinatrice Uaar L’Aquila

ARCIGAY L’AQUILA CONTRO IL PROVVEDIMENTO REGIONALE SUL ‘GENDER’: -RISOLUZIONE INOPPORTUNA ED ILLEGITTIMA-.

22 Gen

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“L’intesa con l’Ufficio scolastico Regionale sarà utile a definire l’opportunità di un’educazione fondata sull’acquisizione del valore e della bellezza della differenza sessuale e della complementarietà biologica, funzionale, psicologica che ne conseguono”. E’ quanto recita il provvedimento volto a colpire la c.d. ‘Teoria del Gender’ nelle scuole, firmato dal Vicepresidente del Consiglio Regionale abruzzese Paolo Gatti (FI) e approvato in modo trasversale durante i lavori della quinta commissione del 21 gennaio.

Per l’Arcigay M.Consoli si tratta di un provvedimento irricevibile, fazioso e sintatticamente scorretto, che nonostante le goffe rassicurazioni di Gatti, getta un velo di oppressione sulle esistenze degli omosessuali e danneggia irresponsabilmente la già precaria immagine dell’ Abruzzo: una regione che avrebbe bisogno di posti di lavoro, di una sanità migliore e di ingenti tutele ambientalistiche, non certo di un provvedimento omofobo. Ancor più grottesco poi, che il tutto avvenga a pochi giorni dalla discussione in Senato del ddl “Cirinnà” sulle unioni civili , quando le piazze di tutta Italia si preparano ad accogliere le manifestazioni indette dalla comunità LGBT.

E’ deplorevole che un rappresentante delle istituzioni parli di tutela verso società, famiglie e bambini rispetto ad una teoria fantomatica come quella del “Gender”, che ricorda molto le tesi fasciste del complotto “demo-pluto-giudaico-massonico”, le quali ebbero come tragica conseguenza l’eliminazione degli ebrei. lo è ancor di più il fatto  che da un lato si invochi il rispetto verso l’educazione alla sessualità, mentre dall’altro si censuri in modo offensivo e strumentale l’identità di migliaia di abruzzesi che pagano le tasse, adempiono i loro doveri di buoni cittadini e godono di piena capacità giuridica, senza però vedersi riconosciuti i propri diritti civili.

L’Arcigay lavorerà dall’esterno affinché l’atto venga ritirato; proprio il 15 gennaio infatti, durante un’interrogazione parlamentare, il MIUR si è espresso contro un provvedimento del Consiglio Regionale Veneto avente il medesimo oggetto e sottolineando così l’incompetenza delle regioni rispetto ai contenuti dell’offerta formativa scolastica.

Viene comunque da chiedersi come sia possibile che un provvedimento di questa portata sia stato approvato senza il minimo dibattito, in una regione governata dal Partito Democratico e che  gli unici ad aver contestato la risoluzione siano stati i consiglieri del Movimento 5 stelle, mentre nella stessa commmissione che ha approvato il testo, siederebbero diversi uomini della maggioranza di centrosinistra, tra cui l’aquilano Pierpaolo Pietrucci.

 

Arcigay M.Consoli L’Aquila
Il Presidente – Leonardo Dongiovanni

 

ARCIGAY PATROCINA IL “GAY BEACH PARTY” DI FRANCAVILLA. Dongiovanni ribatte: -La nostra presenza ha senso solo se si parla di sociale-.

13 Ago

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I circoli Arcigay d’ Abruzzo patrocineranno la serie di eventi “Gay Beach Party” che si terrà a Francavilla al Mare (Lido Pineta Mare) per i prossimi tre sabati di Agosto a partire dal 15 alle ore 23:30 e che saranno i precursori di una serie di progetti (tra cui il primo pride d’Abruzzo), che vedranno coinvolte diverse sigle del panorama LGBT abruzzese per il prossimo anno .

Per il Presidente di Arcigay Chieti Adelio Iezzi ed il Segretario di Arcigay L’Aquila Leonardo Dongiovanni, la presenza di Arcigay all’interno di questa organizzazione, garantirà al progetto il giusto spessore sociale e politico. Come afferma lo stesso Dongiovanni: -E’ importante che le persone omosessuali abruzzesi abbiano i loro momenti ludici, purché questi facciano da traino a tutta una serie di tematiche sulla prevenzione delle MST, e sulla promozione dei diritti civili: sarebbe un peccato perdere certe occasioni che ci consentono di rivolgerci ad un pubblico talmente ampio; la nostra presenza ha senso solo se si parla di socialità ed educazione verso certi argomenti. Di fatto non esiste una sola comunità LGBT di proprietà di qualcuno, ma ne esistono molte, e noi intendiamo rivolgerci a tutti senza distinzioni. Ci sono molti professionisti che fanno uscire “conigli dal cilindro” solo quando in estate, i gay e le lesbiche vanno a ballare in serate a loro dedicate, ma essere attivisti per i diritti civili è una cosa diversa dall’essere bravi organizzatori di feste, e noi restiamo fedeli alla prima categoria, perché la responsabilità che abbiamo sta nel marchio trentennale di Arcigayche ha contribuito alla storia dei gay e delle lesbiche di questo Paese-.

E’ da segnalare anche la partecipazione istituzionale agli eventi dello stesso Comune di Francavilla, al cui Sindaco Antonio Luciani le battaglie della comunità LGBT stanno molto a cuore, come ampiamente dimostrato durante la Giornata Internazionale Contro l’Omofobia del 17 Maggio e attraverso l’approvazione del registro delle unioni civili. Durante la serata di apertura di Ferragosto, si esibirà anche il cantante Ivan Cattaneo.

Arcigay M.Consoli L’Aquila

Arcigay Orlando e Bruno Pescara

Arcigay Sylvia Rivera Chieti

Arcigay David Kato Teramo

Reportage TikoTV. Scontro sulle unioni civili. Cosa pensano gli aquilani sul diritto all’amore?

23 Giu

Un eccellente reportage condotto da TikoTV che mette in risalto le idee degli aquilani circa le unioni civili. In ultimo, un intervento di Leonardo Dongiovanni, Segretario di Arcigay L’Aquila sul Family Day e sul DDL Cirinnà. Ammettiamo di essere soddisfatti di questa conferma che arriva direttamente dalla nostra città e ringraziamo la giornalista e amica Daniela Braccani per il lavoro e per la tenacia investiti nella creazione di questo servizio. Buona visione!

Da TikoTV: Ha fatto molto discutere negli ultimi giorni la manifestazione romana passata alla ribalta delle cronache come il Family Day. Si è trattato, come è noto, di una protesta contro il decreto di legge Cirinnà che in sostanza equipara il matrimonio costituzionale e quello tra persone dello stesso sesso, disciplina cioè le unioni civili per conviventi e coppie gay introducendo un nuovo istituto giuridico fondato sull’articolo 2 della Costituzione che riconosce i diritti sociali delle coppie evitando ogni specifico richiamo all’istituto matrimoniale. E così tra #hastag pro e contro, dichiarazioni a destra e a manca, si è consumato l’ennesimo scontro all’italiana tra tifoserie, come se la difesa delle coppie omosessuali rappresenti una palese avversione nei confronti della famiglia tradizionale e viceversa, spostando il senso della discussione dal suo baricentro che dovrebbe essere ed è il legittimo riconoscimento dei diritti civili degli individui.

http://www.tikotv.it/video/Comunicazione_e_Partecipazione/Scontro_sulle_unioni_civili_Cosa_pensano_gli_aquilani_sul_diritto_allamore/2761

BLUNDO RISPONDE ALL’ARCIGAY SU EMENDAMENTO AL DDL CIRINNA’. Arcigay: -Nessun fraintendimento, Blundo non è a favore delle unioni civili-.

31 Mag

Tweet Blundo Emendamenti DDL Cirinnà

Dopo le accuse da parte di Arcigay L’Aquila alla Senatrice Blundo (M5S), in seguito alla stesura dell’emendamento al DDL Cirinnà, che avrebbe fissato il requisito dei tre anni di convivenza alle coppie omosessuali intenzionate a contrarre unione civile, lei incalza su Twitter: -Follia non dare limiti e consentire a tutti di accedere a benefici giuridici ed economici, comunque io li avevo ritirati-.

L’intervento di Arcigay L’Aquila: -Niente di nuovo, Enza Blundo intendeva fare esattamente ciò che ha fatto, al di là dei tentativi di pacificazione da parte dei suoi colleghi di movimento, che ce l’hanno descritta persino capofila di un disegno di legge, per l’estensione del matrimonio civile alle coppie omosessuali. Ammesso che ciò fosse vero infatti, non capivamo perché affossare il DDL Cirinnà con quell’emendamento, poiché questa è l’unica soluzione possibile con l’attuale maggioranza e noi non possiamo più aspettare-.

E ancora: – Un modo di fare politica totalmente sgraziato quello della Senatrice Blundo, visto che due giorni fa, il M5S ha votato a favore delle unioni civili anche sul blog di Grillo e lei anziché farsi forte di questa cosa, ha voluto esprimere a tutti i costi le sue idee nocive all’uguaglianza, di cui avremmo fatto volentieri a meno. Ora non resta che aspettare: se Blundo voterà contro il DDL Cirinnà e quindi contro le indicazioni del M5S, gli aquilani saranno i primi a sapere di aver mandato a Roma una senatrice omofoba-.

Arcigay Massimo Consoli L’Aquila

Il Segretario – Leonardo Dongiovanni