CIALENTE, I CASALESI E GLI OMOSESSUALI. Arcigay: -Il Sindaco usi un linguaggio responsabile-.

18 Mar

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Leggo con un certo sdegno le parole usate dal Sindaco Massimo Cialente, che parlando di infiltrazioni dei Casalesi nei cantieri  aquilani, non si è potuto esimere dal gettare gli omosessuali nel calderone delle statistiche che dovrebbero giustificare queste “presenze” e pacificare il suo operato di fronte ai cittadini. Certo, nel suo flusso di coscienza non mancano neppure i tabagisti, gli alti, i bassi e i mori, ma non importa: se si parla di criminalità organizzata, statistiche o no, infilare le persone omosessuali in un discorso sull’impatto delle mafie nella città terremotata, non si deve fare.

Conosco Massimo Cialente come un Sindaco simpatico, un po’ moderato magari, e posso supporre che non sia il caso di mettere in piedi dietrologie su cosa egli pensi o meno degli omosessuali, anche perché probabilmente il Sindaco non si è semplicemente mai occupato del tema ed evidentemente ne sottovaluta la portata. Resta il fatto che mentre altrove sindaci del calibro di De Magistris aprono i Consigli Nazionali della mia associazione, gli attivisti ricevono riconoscimenti per il valore civile e gli Assessori alle Pari Opportunità guardano all’Arcigay come ad un punto di riferimento e una ricchezza per il loro ruolo, a L’Aquila a me e ai ragazzi viene persino omesso di rispondere (in modo positivo o negativo non importa) ad una richiesta protocollata per una sede ufficiale. Essendo Arcigay L’Aquila l’unica associazione per i diritti delle persone LGBT sul territorio provinciale, non capisco da dove provenga tutto questo imbarazzo.

Ma se L’Aquila è il capoluogo di una regione italiana, allora a maggior ragione un Primo Cittadino deve esimersi da certe gaffes, perché il linguaggio è tutto, né nella sua città gli omosessuali godono di un tale benestare da poter accettare una tale caduta di stile ; città in cui, pur essendoci un Arcigay molto attivo, evidentemente gli omosessuali vengono tirati in ballo solo per gli scandaletti, i deliri fascisti di qualche Consigliere Comunale di vecchio stampo e le battute di Cialente. E’ forse questo lo spirito con cui L’Aquila pensa di diventare una città moderna ed ambita dai giovani?

 

Arcigay Massimo Consoli L’Aquila

Il Segretario – Leonardo Dongiovanni

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