Ludovici (API) il Messia contro gli omosessuali

15 Feb

image“Non legale, non normale, non regolare, una malattia” sono le parole del consigliere comunale aquilano Giuseppe Ludovici (API) utilizzate per descrivere l’omosessualità, dopo l’approvazione del registro delle unioni civili. Diciamolo chiaramente, non è farina del suo sacco. La Chiesa si è espressa in passato sull’omosessualità come malattia e allo stesso tempo è sempre stata attenta a non far mai trapelare gli scandali che viveva al suo interno. Forse perché, in realtà, è più che normale per un uomo o una donna del clero provare attrazione per il sesso opposto o per lo stesso sesso, proprio come accade nella società. Quando si parla di tasse spesso sentiamo dire la frase: “Ce lo chiede l’Europa”, bene, l’Europa ci ha chiesto più volte di regolamentare le unioni civili: già dal 1994 la Comunità Europea ha emanato una risoluzione per la parità dei diritti dei gay e delle lesbiche. Ma l’Italia ritarda, temporeggia: non potrebbe mai creare un dispiacere così immenso al pastore tedesco ed alle varie eminenze. Personaggi come la Binetti vengono messi ad ostacolare la possibilità di poter scegliere se sposarsi in Chiesa, in comune o semplicemente dichiarare di convivere. A causa di un diritto negato si assiste spessissimo a fatti omofobi, razzisti, di estrema violenza, perfino fra adolescenti, perché in questo Paese non esiste la libertà sessuale. L’unico motivo per cui ci si indigna un po’, è per un bacio saffico, perché se un parlamentare viene trovato con una escort e un po’ di coca, i rappresentati degli scudi crociati giustificano il fatto come causa della solitudine, mancanza della famiglia e non c’è nessun accenno al peccato previsto dal nono comandamento: non desiderar la donna altrui. L’indignazione e lo sfottò invece sono tollerati di fronte ad un presidente di regione che va a trans, in questo caso dalle stanze di San Pietro tuona un immediato richiamo alla moralità. Tornando alle dichiarazioni del consigliere aquilano che, oltre a sentirsi il convertitore di tutti gli eretici sessuali, si sente un fine giurista, perché, a nostra insaputa, nel nostro ordinamento abbiamo una legge che vieta l’omosessualità. Fortunatamente la nostra Costituzione, la Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo prevedono che non ci possano essere discriminazioni sessuali. E’ chiaro che Ludovici rappresenta un modo di fare politica con la testa rivolta verso il passato e, soprattutto, verso il Vaticano, il Paese non ha bisogno di questa politica ottusa che va contro i diritti inviolabili dell’uomo.

 

                                                                                                                                                                                                                                                  Samanta Di Persio

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