Lettera aperta a Francesco Perra

9 Feb

Dopo la clamorosa notizia emersa, per cui l’attivista omofobo del MoVimento 5 stelle Francesco Perra sarebbe candidato per le politiche 2013 nella lista della Sardegna, ripropongo la lettera aperta che scrissi a Giugno 2012 in seguito alle sue dichiarazioni omofobe.

LETTERA APERTA A FRANCESCO PERRA,DOPO LE AFFERMAZIONI OMOFOBICHE DELL’8 GIUGNO 2012.

Egregio signor Perra,

oggi si è tenuto il Gay pride nazionale e come lei di certo saprà , la Bologna ferita per il tragico sisma che ha colpito l’Emilia, ha fatto sbandierare la bandiera LGBT, ospitando nonostante tutto l’evento, nel segno di una fratellanza, oltre che di una solidarietà, che a rievocare la “social catena” (come disse il poeta) fanno onore alla nostra specie, la rendono più forte, più impermeabile alle sciagure del mondo, siano esse eventi tragicamente naturali o fendenti tirati da mano umana, dall’odio, dall’inciviltà all’apice della sua manifestazione.

Risalgono eppure all’altro ieri sera le sue discutibilissime parole sull’argomento dei diritti “anche” omosessuali, pronunciate durante una diretta televisiva ed è solo una magra ed amara consolazione il fatto che lei abbia evitato di parlare nel nome del MoVimento di Beppe Grillo (di cui a quanto pare come me fa parte), dato che con le sue esternazioni non ha avuto evidentemente l’accortezza di fuggire da uno stigma molto più grave : quello dell’omofobia, che lunge dai principi e dai valori che il MoVimento 5 stelle intende mandare avanti.

Di seguito le sue gravissime ed inverosimili affermazioni:

“Sinceramente mi crea qualche problema tutta questa ostentazione;io stesso manifesto,ma lo faccio di fronte ad un’oppressione;oggi non mi sembra che l’omosessualità venga trattata come è avvenuto nel corso della storia,oggi non c’è nessun problema per l’accesso ai diritti. Il problema è quando l’accesso ai diritti va a ledere i diritti degli altri, come quello della famiglia. Da che mondo è mondo, il matrimonio è sempre stato tra uomo e donna. Non sono contrario alle unioni. Il problema è:  perché il matrimonio, che riguarda l’uomo e la donna? Come fai ad istituirlo per persone dello stesso sesso? Allora ci potremmo sposare anche in tre o col nostro animale. Ci sono persone che hanno un rapporto stretto col proprio animale: anche loro potrebbero sposarsi?”.

Volendo tralasciare la trita e ritrita accusa di “ostentazione”, che fin troppo spesso il “popolo” LGBT (Acronimo di “Lesbiche,gay,bisessuali e transessuali”) si vede rivolgere, quasi fosse un reato il diritto di essere ciò che si è (ovviamente nei limiti del “buoncostume”, concetto già di per sé giuridicamente flessibile nella sua evolutività), gradirei soffermarmi sul parallelismo da lei sollevato tra un’oppressione ed una susseguente rivolta. Ebbene,la costrizione di un essere umano, non sempre è manifesta e fin troppo spesso, durante il corso della storia (E credo che lei si riferisse in modo disattento alla “Historia magistra vitae” ) persone come lei hanno fatto l’errore di sottovalutare ciò che non li rappresentava in prima persona (stermini di razze diverse dalla propria,discriminazione di situazioni estranee etc), o ancora di non dare irresponsabilmente il dovuto peso a repressioni di carattere idealistico e morale, per quanto allo stesso modo dolorose ed abiette per chi le subiva, se paragonate a fatti materialmente conclamati.

Non so se lei abbia vissuto in Italia negli ultimi decenni, ma è assolutamente falso asserire che gli omosessuali (italiani) oggi come oggi non abbiano nessun problema  nell’accedere ai diritti,tanto che si parli di diritti civili, quanto di quelli spettanti ad ogni essere umano nella sua dignità di persona. La sua affermazione diventerebbe ancora più abominevole se enfatizzata a livello planetario, dal momento che in diversi Paesi del mondo ,mentre noi parliamo, dei ragazzi della mia età muoiono smembrati, impiccati, decapitati, linciati, bruciati, lapidati per la sola colpa di essere omosessuali e tutto ciò con il benestare dei poteri locali o del guru di turno, che a quanto pare non la pensano in modo così differente dal suo; figurarsi voler ragionare in taluni contesti di convivenze registrate,di adozioni e di assistenza riconosciuta agli occhi dello Stato!L’accesso ai diritti lì, neppure a dirlo, è pura utopia oggi come oggi.

Volendo tornare al caso “Italia”, potrei farle innumerevoli esempi legati al problema dell’assistenza sanitaria, del riconoscimento nell’adozione del figlio del partner convivente, della  reversibilità in caso di decesso del compagno o della compagna di vita, nonché del matrimonio quale istituto legittimo per lo “svolgimento della sua personalità” (Ex Art.2 Cost). Di fatto poi, anche solo volendo prendere per meramente sufficiente la sua frase, io non ho il potere, come non ce l’ha lei, per negare che sempre nel corso della storia l’aver negato dei diritti a degli esseri umani suoi e miei pari, abbia sempre portato ad una conquista ancora più forte e sentita degli stessi.Esemplarmente, il fatto che in America nel 1865 Lincoln avesse emancipato gli schiavi sollevandoli dalla loro inumana situazione e che dopo la Seconda Guerra Mondiale sia stato ufficializzato il difficile concetto di “diritti umani universali” attraverso l’omonima dichiarazione, non ha impedito a Rosa Parks o a Martin Luther King anni dopo, di continuare a lottare per la conquista dell’uguaglianza tra neri e bianchi, poiché la stessa necessita sempre di un percorso che la renda anche sostanziale, oltre che formale, e guai a dire che ciò non sia legittimo, guai a screditare o a parlare in modo irresponsabile della Storia!

Infame è poi l’affermazione secondo la quale i gay e le lesbiche in genere lederebbero i diritti di una persona eterosessuale, vedendosi riconosciuto lo stesso trattamento di questi ultimi da parte dello Stato; si tratta di parole vuote, di stampo terroristico, fondate sul nulla più assoluto e sull’ignoranza giuridica più nera! Nessuno obbligherebbe mai lei o chi per lei a sposarsi con una persona del suo stesso sesso qualora in Italia venisse permesso alla comunità omosessuale di contrarre matrimonio. In caso contrario , le ricordo che è la Corte Costituzionale l’organo preposto all’impugnazione di leggi che violano la Carta Costituzionale attorno alla quale ruota il nostro sistema giuridico e che nessuno dei nostri ha intenzione di instaurare un regime omosessuale fino a prova contraria!

Se il matrimonio “è sempre stato tra uomo e donna” poi, ciò non significa che le cose non possano subire variazioni; la società cambia, è messa al vaglio dell’evoluzione, delle esigenze più disparate; gli uomini un tempo (e per secoli) andavano a caccia e le donne erano costrette, volenti o nolenti (salvo rare eccezioni) ad uno stile di vita che le vedeva protagoniste di una vita domestica dedita alla cura della casa ,alla crescita della prole, nonché alla reverenzialità incondizionata alla figura maschile, mentre oggi, benché il traguardo agognato della parità sia ancora lontano, non si può certo dire che nella nostra cultura la donna sia da considerare inferiore all’uomo.

In soldoni, il fatto che certe cose abbiano seguito un determinato corso per i motivi più disparati e per molto tempo, non significa certo che dovranno esserlo per sempre, a meno che non vi siano motivazioni tangibili perché ciò avvenga.Ne va della nostra dignità di esseri razionali, spinti dalla ragione, non dall’inerzia e dall’istinto!

Ancora peggiore sotto un profilo squisitamente giuridico, per non dire aberrante sotto quello umano, è poi l’accostamento da lei proposto del diritto di due persone dello stesso sesso a formare una famiglia legittima, a quello di sposare il proprio animale domestico.Una persona candidata a delle elezioni amministrative, dovrebbe come minimo avere un’idea di cosa siano la capacità giuridica e la capacità di agire, spettanti la prima ad ogni essere umano nel momento della nascita (Ex art.1 cod. civ.) e la seconda a chi abbia raggiunto la maggiore età (Ex art.2 cod. civ.)!Tante persone hanno un rapporto affettivo molto forte con il loro animale, questo è un dato oggettivo, è vero, ma lo è altrettanto il fatto che a nessuno verrebbe in mente di riconoscere ad un essere istintivo di siglare contratti o negozi giuridici o di presenziare davanti ad un giudice per un contenzioso, nemmeno al più bizzarro degli omosessuali o degli eterosessuali.

In conclusione, citandola:

“Se la mia natura non mi porta ad avere quella spinta verso persone dello stesso sesso, non mi devo sentire io una persona diversa, come non si devono sentire diversi gli altri, quindi un po’ più di tolleranza e andiamo avanti, cerchiamo di dare un futuro migliore ai nostri figli tutti quanti assieme” .

Ritengo inopportuno l’intento di voler farcire di buonismo e di finta tolleranza un discorso che fa acqua dalla prima all’ultima parola che lei ha pronunciato in video.E’ vero: nessuno deve sentirsi diverso, ed è per questo che un omosessuale ha il diritto di urlare a gran voce la sua sete di giustizia e soprattutto di uguaglianza, ma ad analizzare concettualmente le sue proposte, personalmente non riesco ancora a non sentirmi diverso assieme tanti miei fratelli, davanti a questa Italia che si propone di rialzarsi con facce nuove, con una politica “ripensata da zero”, con dei cittadini riuniti sotto i principi del MoVimento 5 stelle come nel nostro caso (ma anche nel nome di chi voti altrove, nel rispetto della democrazia), ma che poi incappa sempre nelle solite annose questioni, che chissà perché, in paesi socialmente molto più ambiziosi del nostro, sono state superate da un pezzo e senza inutili e logoranti sofismi.

Aspettando ansiosamente una presa di posizione ufficiale del MoVimento 5 stelle nazionale e  ringraziando per l’attenzione, nonché augurando a tutti un futuro nel nome della civiltà.

Leonardo Dongiovanni – Arcigay Massimo Consoli L’Aquila

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